NZEB – Edifici ad Energia Quasi Zero

Cosa significa NZEB? L’acronimo NZEB sta per “Nearly Zero Energy Buildings” cioè “Edifici ad Energia Quasi Zero” e fa riferimento ad una particolare caratteristica di alcuni edifici di fare un “bilanco zero” tra l’energia prodotta e quella consumata. Questa definizione, adottata nel contesto delle normative europee, riguarda tutti i tipi di edifici (pubblici, privati, residenziali, commerciali, di qualunque dimensione e per qualunque utilizzo). Gli edifici NZEB sono quindi da intendersi come edifici che adottano tecnologie e tecniche sia attive che passive,  volte  sia al risparmio energetico che alla efficienza energetica, oltre che alla auto-produzione di energia da fonti rinnovabili. Come riportato sulla pagina specifica del sito della Unione Europea: Nearly zero-energy buildings have very high energy performance. The low amount of energy that these buildings require comes mostly from renewable sources. Perchè se ne parla? Si parla ultimamente di edifici ad energia quasi zero perchè l’Unione Europea ha fissato un ambizioso obiettivo, specificato all’interno della direttiva Energy Performance of Buildings Directive: entro il 2020 (2018 per l’edizilia pubblica) imponendo a tutti gli stati membri di fissare i requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici esistenti e nuovi, oltre a dover garantire la certificazione energetica e i controlli sugli impianti. Ancora dalla pagina specifica del sito della Unione Europea: The Energy Performance of Buildings Directive requires all new buildings to be nearly zero-energy by the end of 2020. All new public buildings must be nearly zero-energy by 2018. E l’Italia? L’italia ha recepito questa direttiva già nel 2013, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Dl. 63 del 4 giugno 2013 e dal titolo “Disposizioni urgenti per l’attuazione di... leggi tutto

La stufa a legna modulare: la lezione di Starck

L’ultimo prodotto disegnato da Philippe Starck è una meravigliosa stufa a legna modulare.Si chiama SPEETBOX BY STARCK ed è prodotta dalla francese SPEETA. SPEETBOX BY STARCK è stata presentata alla mostra internazionale  PROGETTO FUOCO a fine febbraio e le sue caratteristiche innovative sono subito apparse molto interessanti. Dal punto di vista della funzionalità, la modularità permette di progettare una stufa a legna di dimensioni personalizzate per adattarsi agli ambienti da riscaldare. L’idea di utilizzare ciottoli per accumulare è innovativa e molto efficace. Anche THERMOSAIC abbraccia fin dall’inizio l’idea della modularità. Per questo le caratteristiche di modularità di SPEETBOX BY STARCK ci ricordano molto da vicino THERMOSAIC. Per approfondire: chi è Philippe Stark? La stufa a legna modulare I componenti modulari di... leggi tutto

Riscaldamento a parete personalizzato: 5 caratteristiche.

Nella maggior parte dei casi, quando si pensa ad un riscaldamento a parete, si pensa ad un impianto che viene realizzato in fase di ristrutturazione, con tubi posati nella intercapedine muraria e quindi rivestiti con l’intonaco. Niente a che vedere quindi con interventi di arredo o di design. Gli impianti così realizzati hanno l’unico vantaggio di rendere invisibile l’impianto di riscaldamento. Thermosaic è il primo ed unico impianto  radiante a parete a vista, diventa quindi un importante elemento di arredo in grado di connotare in modo significativo gli ambienti domestici. La principale caratteristica del sistema Thermosaic è infatti la possibilità di essere fortemente personalizzato. Vediamo quindi le quattro principali caratteristiche che si possono facilmente modificare, tenendo conto che, per ogni esigenza, c’è il  Thermosaic design service! 1) Riscaldamento a parete personalizzato: la forma E’ possibile, innanzitutto, creare un impianto radiante a parete dalla forma personalizzata. Thermosaic è “modulare”, cioè fatto da vari elementi, componibili tra loro (proprio come in un mosaico). Si può quindi realizzare una forma gradevole (al posto del solito termosifone) oppure anche una forma utile (magari evitando di passare dietro a mobili o altri ingombri). 2) Riscaldamento a parete personalizzato: i rivestimenti I moduli radianti di Thernosaic vengono forniti con cover intercambiabili che possono supportare vari tipi di rivestimento. Tra i rivestimenti disponibili ci sono ad oggi: pietra naturale ardesia nera finiture metalliche specchio ceramica 3) Riscaldamento a parete personalizzato: il colore Le cover Thermosaic vengono colorate con un procedimento industriale che rende il colore particolarmente durevole. Si può così realizzare un riscaldamento a parete radiante in colori uniformi o in varie tonalità o composizioni di... leggi tutto

Riscaldamento a parete: nella antica Roma facevano così …

Si chiama ipocausto (letteralmente: “accendere un fuoco sotto”) il sistema di riscaldamento (già noto ai Greci, ma portato all’eccellenza dai Romani) che sfrutta una fonte di calore per riscaldare le pareti di una stanza. Questo sistema era utilizzato poi, in particolare, nelle terme (elemento centrale nella cultura della antica Roma) per riscaldare gli ambienti ottimizzando l’energia prodotta per riscaldare le acque. L’ipocausto perciò non era semplicemente un sistema di riscaldamento a parete, ma un vero e proprio intervento di risparmio energetico! Il sistema era alimentato da una fornace (detta praefurnium), che produceva aria calda ad altissima temperatura. L’aria calda veniva quindi convogliata in uno spazio vuoto interno alle pareti, spesso all’interno di tubi di laterizio. Si suppone che che la temperatura ottenuta con questo vero e proprio “sistema di riscaldamento a parete” potesse arrivare fino a circa trenta gradi centigradi.   Per chi ama gli approfondimenti storici, segnaliamo questi due collegamenti. http://it.wikipedia.org/wiki/Ipocausto... leggi tutto