
Parliamo di Comfort… Il neofita intuisce la complessità della materia già dal piano linguistico: “comfort o confort”? Treccani ci rassicura: entrambe le forme sono legittime; la prima è un inglesismo più recente (fine ‘800), mentre la seconda, per un tortuoso percorso cui spesso procede la semantica, è un prestito dal francese, che si è andato a sovrapporre alla parola italiana “conforto“, arricchendola di ulteriori significati.
Lasciamo però in un angolo le questioni etimologiche: cosa significa, concretamente, comfort?
Ancora Treccani:
“insieme delle comodità offerte agli occupanti di una abitazione o di un mezzo di trasporto’; in seguito, viene ad assumere il significato più generico di ‘comodità, agio’, sempre comunque nel senso concreto di ‘tutto ciò che rende agevole e piacevole la vita quotidiana in un determinato ambiente“.
Ecco quindi che, in poche righe, incontriamo tutti gli elementi utili per iniziare ad orientarci in questo concetto: abbiamo un ambiente, una o più persone, ed abbiamo una sensazione, che nasce dalla relazione tra l’ambiente ed i suoi occupanti.
Tre elementi quindi… o meglio, due elementi e la loro interazione: la persona, l’ambiente, le sensazioni che la persona prova in quell’ambiente.
Non è qui il caso di addentrarsi in complesse speculazioni sulle infinite cause della variabilità e la volatilità delle percezioni e sensazioni umane; chiamiamole semplicemente “variabili soggettive“, diamole per scontate e concentriamoci sull’ambiente, o meglio, su quei parametri misurabili, controllabili e modificabili (almeno in parte), per poter adattare al meglio l’ambiente alle necessità dei suoi occupanti ( e che chiameremo “variabili ambientali“)..
Si tratta cioè di un processo di adattamento, cioè la capacità e possibilità di adattare l’ambiente alle proprie (mutevoli) esigenze, per creare le condizioni ottimali di benessere ambientale.
Parliamo allora di comfort ambientale; secondo Wikipedia:
Si definisce comfort ambientale quella particolare condizione di benessere determinata, in funzione delle percezioni sensoriali di un individuo inserito in un ambiente, da temperatura, umidità dell’aria e livello di rumorosità e luminosità rilevati all’interno dell’ambiente.
Ecco quindi che gli elementi di termoarredo influiscono sui primi fattori, in quella “sottosezione” del comfort ambientale che viene definito “benessere termo-igrometrico“: temperatura e umidità dell’aria.
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